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Spettacoli Teatrali dell'attore Gennaro Cannavacciuolo

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Esordi dell'attore Gennaro Cannavacciuolo

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Premi

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Riconoscimenti ricevuti nel corso della Carriera

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Operette

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Gennaro Cannavacciuolo è chiamato ad interpretare il ruolo del brillante in varie operette. In modo continuativo per il Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, ma anche per il Politeama di Prato, il Verdi di Salerno sotto l'egida del Teatro San Carlo di Napoli, per il Teatro Verdi di Pisa ed il Teatro Carlo Felice di Genova.
Le sue interpretazioni riscuotono grandi consensi tant'è che nel 2002 gli viene assegnato il premio "Trieste Operette"

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Allegra era la Vedova? Recensioni

Solo il talento di Gennaro Cannavacciuolo poteva proporre questo gioiello di raffinata eleganza, somma arte tra prosa, musica... Del Santo, Il Giornale

La grande professionalità e il rispetto per il suo mestiere l oconfermano attore della tradizione teatrale napoletana, unanimamente riconosciuta come una delle più significative del panorama italiano. Adele Insarà, Il Nuovo Corriere

Sulla scena un istrionico, comico, sarcastico, esilarante Gennaro Cannavacciuolo, eccezionale tra le proposte più brillanti... Eddi De Nadai, Il Gazzettino

Gennaro Cannavacciuolo è un fantasista superbo, in grado di trovare un equilibrio perfetto tra comico e drammatico, come solo un grande artista è in grado di fare. Con poliedrico talento, Cannavacciuolo, fine dicitore, senza essere caricaturale, raffinato ma non lezioso, brillante ma non macchiettistico, ripercorre tre decenni di inizio Novecento, allegiando tra storia e amenità in un vortice di arie, abiti e destrezze, condividendo la regia con Roberto Croce. Da non perdere. Claudia Belli, Teatro Italiano

Cannavacciuolo è ormai una certezza. Ogni sua esibizione coglie l'anima del personaggio e del contesto, con una puntualità e livetà inconmmensurabili, librandosi con leggiadra briosità sulle corde della nostalgia. Tania turnaturi, Teatri Online

Cannavacciuolo muove il ventaglio e fa Arte. Apre la stagione al teatro della Cometa, il poliedrico artista delle sensibilità, Gennaro Cannavacciuolo eccezionale in "Allegra era la Vedova". Veronica Meddi, Accreditati

Un Cannavacciuolo tra il brillante e il tragico.
Un virtuosistico Gennaro Cannavacciuolo, capace di ripercorrere ottimamente, in presenza e in voce, tutti i ruoli dell’operetta. La indiscutibile bravura di Cannavacciuolo...
Il Piccolo, A. Dellacà

Gennaro Cannavacciuolo: un colpo al cuore. Con "Allegra era la Vedova", non solo ci incanta con le sue doti canore e di uomo di spettacolo raffinatissimo, ma ci arriva dritti al cuore, ricordando in maniera cruda e allo stesso tempo coinvolgente, quella che è la nostra Storia. Sara Cacciarini, Il Terzo News, la Testata di Cultura e Società

 

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Allegra era la Vedova? - One-man-show per una miliardaria - 2018-2020

ALLEGRA ERA LA VEDOVA?  Debuttò nel 2005 a Cividale del Friuli, ottenendo grandi consensi e rimase quindi “nel cassetto” per 12 anni. Ora ripresa, con il sottotitolo One-man-show per una miliardaria”, rivisita lo spirito dell’operetta in modo assolutamente originale, tramite la La Vedova Allegra di Lehàr. Un capriccio scenico interpretato da un versatilissimo attore e cantante della scena italiana, Gennaro Cannavacciuolo, ormai consacratosi come ideatore di one-man-show, che interpreta i personaggi simbolo dell’operetta (il conte Danilo, Hanna Glawari, il Njegus, la contessa Maritza, il barone Zsupan, la principessa della Czardas, per citarne solo alcuni), alternando sapientemente momenti comici, sentimentali e drammatici.

Il narratore, Louis Treumann, primo Danilo Danilowich nel 1905 e prediletto di Lehàr, ci conduce in questo viaggio storico tramite le arie più famose del mondo operettistico: attraversa il ‘900, rievocando la Belle Epoque, la prima guerra mondiale, gli anni 20, sino all’inferno della deportazione, suo ultimo viaggio. Il protagonista, alle soglie di un autentico colpo di scena, di un epilogo impressionante negli anni più cupi della Germania nazista, rievoca e ripercorre non solo i propri successi, ma la fortuna stessa dell’operetta viennese e del “mondo di ieri” prossimo allo sfacelo.

Tournée

Recensioni

 

Autore GIANNI GORI, da un’idea di Alessandro Gilleri

Costumi GIUSEPPE TRAMONTANO E CLAUDIO CINELLI

Regia GENNARO CANNAVACCIUOLO E ROBERTO CROCE

Coreografie ROBERTO CROCE

Main sponsor: BANCA FIDEURAM

Protagonista: Gennaro Cannavacciuolo

Pianoforte: Dario Pierini

Clarinetto/sax contralto: Andrea Tardioli

Violino Piermarco Gordini

Ballerini: Giovanni De Domenico e Fulvio Maiorani

Disegno luci Michele Lavanga

Scene: Alessandro Chiti

Fonica: Alfonso D’Emilio

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Il Peccato Erotico

ELOGIO DEL DOPPIO SENSO

Sarebbe da tutelare come bene culturale il doppio senso di Gennaro Cannavacciuolo, inteso come materia prima di canzoni e sketch dal café-chantant alla rivista. Anatomia nervosa e disarticolata, ammirevole in come son nervoso, volto segnato da divo del muto, verve tracinante, grandiosamente irresistibile…..

Settimanale L’Espresso, Rita Cirio

Questo repertorio della ribalta cosiddetta leggera evoca il fior fiore del caffè-concerto, dell’avanspettavolo e della rivista e permette ad un fantastico fantasista come Gennaro Cannavacciuolo di dare grazia ai linguaggi rossi d’antan.

La Repubblica, R. Di Gianmarco

UNO SPETTACOLO DA OVAZIONE

Strepitosa performance di Cannavacciuolo. Solo sulla scena, è uno strepitoso mattatore, ammiccante, divertente e divertito, mai volgare, sfoggia un’eleganza ed una classe degna dei blasonati artisti d’altri tempi, esercizi di stile sconosciuti all’odierno show business….

Il Corriere di Firenze, M. Predieri

STREPITOSO CANNAVACCIUOLO

Strepitoso Gennaro Cannavacciuolo. Canta, balla, recita, con classe ed eleganza, riporta in vita l’epoca oro del caffè-concerto, della rivista, dell’avanspettacolo. Quella cultura povera ma bella, fatta di ammiccamenti, doppi sensi, poesia… Successo trionfale

La Repubblica, M.S.

UNA STREPITOSA ANTOLOGIA AL PICCOLO

L’eleganza o c’è o non c’è. Non si può imparare. E non l’ha imparata da nessuno se non da se stesso Cannavacciuolo, mattatore, fine dicitore, chansonnier, fantasista: una corrispondenza di spiritosi sensi con il pubblico. Successo? Di più. Complicità immediata, incondizionata, ammirata.

La Sicilia, Catania, C. Celi

IL CICLONE CANNAVACCIUOLO E LE SERATE NERE

Un ciclone di comicità si è abbattuta sulla Sala Tripcovich. Naturalmente parliamo di Cannavacciuolo: la sua arte passa attraverso questa scuola di attori, cabarettisti, fantasisti di robusto stampo che riescono a reggere, da soli, il palcoscenico per una serata….

Il Piccolo, L. Bamboschek

Con originale vis interpretativa e con vincente personalità, il cantautore partenopeo mantiene alta la curva d’attenzione del pubblico per l’intera durata dello spettacolo

Corriere del Mezzogiorno, S. de Stefani

L’attore trionfa tra gorgheggi e lustrini: tra garbo, intelligenza, ironia e molto affetto. Dotato di una innegabile versatilità, l’attore suscita simpatia, spinge lo spettatore alla partecipazione.

Il Tempo, T. Scaroni

Quando a salire sul palcoscenico è un artista come Gennaro Cannavacciuolo ci si aspetta qualcosa di unico, uno spettacolo fuori dal comune: e le aspettative di chi ha voluto rivedere al Teatro Garibaldi di Modica quell’ironico e commovente napoletano di “Volare” della scorsa stagione teatrale, non sono rimaste insoddisfatte.

Giornale di Ragusa, Massimiliano Pace.

E la bravura del cantante attore, non a caso allievo di Pupella Maggio, come nel migliore avanspettacolo, è anche quello di interloquire con il pubblico, strigliandolo, facendolo intervenire ripetutamente e anche ridicolizzandolo, ma sempre con bonomia, una capacità che molti attori di oggi sembrano non essere più in grado di fare. Nel suo genere, quasi un capolavoro.

Punto Elite, Alex Miozzi

Quando a dar voce alla città è un professionista di lungo corso come Gennaro Cannavacciuolo, garantito che il biglietto è speso bene. Egli porge il testo al pubblico, non lo impone. Serve la pietanza agli spettatori, senza mai diventare servitore: quanta dignità, quanto mestiere ha accumulato in anni e anni di palcoscenico! E poi con gli anni ci si guadagna in leggerezza, nel senso più nobile del termine: via i panni vecchi della quarta parete, largo al dialogo diretto col pubblico. Ogni sera una platea reattiva, allegra e disposta al gioco. Miracolo? Macché, è il talento del primattore che riesce a metterli a proprio agio. L’improvvisazione è una disciplina che si impara col tempo: Cannavacciuolo, dopo trent’anni e passa di esperienza, ha la battuta sempre pronta, non si lascia mai spiazzare.

Saltinaria, Francesco Mattana

 

Cannavacciuolo è un uno di spettacolo di gran classe. Sa tenere la scena da solo, interpretando parti di uomo, di donne, di uomo effeminato e viceversa), sempre con spirito, con allusioni salaci ma simpatiche, con una mimica insuperabile e con quella cadenza canora che non sai mai se è una canzonatura o un amabile sorriso.

La Sicilia, Sergio Sciacca

 

Due ore di spettacolo all’insegna della buona musica e della simpatia travolgente di questo grande attore e cantante che lascia infine il pubblico che lo ha letteralmente osannato.

D di Donna, Laura Cavallaro

Lo show che Gennaro Cannavacciuolo presenta, coinvolge e, con elegante arguzia, incuriosisce lo spettatore.

Col sorriso, l’interazione del pubblico consente di abbattere la quarta parete della comunicazione teatrale: interprete e platea si legano e, insieme, vivono le evoluzioni di un dialogo in continuo divenire.

Gustiamo l’amaro e il dolce della sorriso; la bellezza e il dolore del sentimento; la gioia e la tristezza che si nasconde dietro un gesto o una parola. Ci nutriamo di un passato che ancora ci regala emozione e, anche quando racconta il doppio senso e l’allusione, conserva l’eleganza e il rispetto.

In to the stage, M. Londo

Senza rancore, io sono l’amore. Questo, il messaggio che erutta come lava sensuale dal vulcano Gennaro Cannavacciuolo. E’ amore suo per l’arte. E’ amore suo per il pubblico che non tarda a coinvolgersi in modo totale….

Gennaro Cannavacciuolo totalmente padrone del suo essere e del nostro.

La Notizia H24, Veronica Meddi

Con Gennaro Cannavacciuolo l’avanspettacolo diventa momento di grande cultura, raffinatezza, elevazione. Consigliamo a tutti, senza distinzioni di età, di attingere a questo particolare albero della conoscenza, per macchiarsi del Peccato offerto dal grandissimo Cannavacciuolo.

Contrappunti, Leonardo Masucci

La carta vincente di Cannavacciuolo è la rara abilità di strappare al pubblico più di una risata, con stile e raffinatezza, sapendo dosare con equilibrio il “dire e non dire”[…] una mimica esilarante […] Cannavacciuolo si destreggia con maestria in diversi ruoli, camaleonticamente interpreta vari ruoli, con vari cambi di registro […] l’eclettismo di Cannavacciuolo è sorprendente

CloseUp, Sarah Mataloni

Una serata culturale di qualità e di pura intelligenza. Incollati alle poltrone, il tempo scorre senza sentirne la pesantezza. Divertirsi è imperativo. E tutto fuorisce dalla sapiemza e dalla classe di chi si esibisce per incantare.

Brainstorming Culturale Magazine, Annalisa Civitelli

Divino: non ci sono altre parole per descrivere il grande Gennaro Cannavacciuolo ed il suo Peccato erotico.

Corriere dello Spettacolo, Flavia Severin

Cannavacciuolo nel “Peccato erotico”: l’unico vero peccato è non vederlo.

Media e Sipario, Stefania Ioime

Cannavacciuolo è poliedrico, strepitoso mattatore, ammiccante e coinvolgente, divertente e divertito, mai volgare, elegante e fantasista. Non si può che rimanere incantati.

Saltinaria, Serena Lena

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Yves Montand Un Italiano a Parigi

Grande successo per “Un italien à Paris”. Tantissimi applausi e standing ovation per il poliedrico Gennaro Cannavacciulo, attore di larga fama che ha interpretato Montand, raccontando attraverso le canzoni, la sua vita personale e professionale.

Giornale Valdinievole Oggi, 11 nov 2015

 

Entusiasmante, sonoro e teatralmente Cannavacciuolo.

Cannavacciuolo che ha magistralmente trasportato tra canzoni, monologhi e racconti curiosi gli esordi di un povero immigrato che arriva all’Olympia di Parigi, al Metropolitan di New York e ad Hollywood.

Go News, 19 nov 2015

 

Ci voleva proprio il grande talento di Gennaro Cannavacciuolo per tornare a parlare di Yves Montand. Il camaleontico attore napoletano rende omaggio allo showman francese.

Quotidiano La Nazione, Federico Berti, 8 nov 2015

 

L’approccio a cui ricorre Gennaro Cannavacciuolo è quello più giusto: sdoppiarsi, diventando all’occorrenza narratore, distaccato dai fatti che descrive, e protagonista quando occorre calarsi anima e corpo nel personaggio.

Cannavacciuolo gestisce con scioltezza questi cambi di prospettiva e sa governare da par suo la scena, è in grado di ricrearne la passione, l’ironia, la leggerezza sfrontata, l’ammiccamento gaglioffo, con i quali l’artista sapeva ammaliare il suo pubblico e non trascura nemmeno le sofferenze ideologiche dell’artista…

Uno spettacolo quindi intenso, gradevole, per la bravura di Cannavacciuolo e dei suoi musicisti.

Ugo Perugini, Il Mirino, novembre 2015

 

 

Forte preparazione tragicomica, solide capacità canore e creatività nei movimenti: tutte doti che l’istrione partenopeo Gennaro Cannavacciuolo, brillante regista e interprete di “Un italien à Paris”, destreggia e usa a suo piacimento per incatenare a sé la platea.

Ferma Spettacolo, Tessa Granato, 17 nov 2015

 

Gennaro Cannavacciuolo, gran mattatore, percorre la gloriosa carriera di Montand, un’ora e mezza di teatro di narrazione, recital e teatro canzone, proposto da un grande One-Man-Show. Il teatro di Cannavacciuolo si riempie ed arricchisce con il suo istrionismo, la sua energia scenica. La sua capacità di trasformista, che lo porta a cambiare abiti, tra cappelli a cilindro, fazzoletti bianchi al taschino, sciarpe, impermeabili; di chansonnier, di danzatore e di narratore al ritmo affabulatorio in pochi elementi e splendidi effetti di luce. Un teatro semplice che in sostanza ricrea un teatro lussuoso.

Teatro, Giampiero Raganelli, 11 nov 2015

 

Gennaro Cannavacciuolo è molto amato dal pubblico, i fan lo acclamano durante la rappresentazione. Lui, disponibile ad accoglierli in camerino alla fine dello spettacolo, ha scritto con garbo e precisione eccellenti tutta la vita di Yves Montand: uno spettacolo sublime, delicato, allegro, ricco di dettagli scenici.

Culturalmente, Sara Cacciarini, febbraio 2017

 

Gennaro Cannavacciuolo offre ancora una volta al suo pubblico una grandissima prova di interprete, coordinando e dominando con la sua poliforme personalità artistica il prezioso e complesso mosaico esistenziale di Yves Montand, muovendosi agilmente sulle note di pezzi indimenticabili.

Saltinaria, Claudio Finelli, 11 marzo 2017

 

Tra vari cambi di abiti, il performer Cannavacciuolo canta diversi celebri brani…. Cannavacciuolo attraversa le diverse fasi della carriera e della vita di Montand in modo brillante e coinvolgente. Uno spettacolo accattivante, che trascina nelle vicende pubbliche e private del grande chansonnier, facendo rivivere alcune fondamentali tappe della storia del Novecento.

Guffetto l’Altro Magazine, Paola Brigaglia, 11 marzo 2017

 

Gennaro Cannavacciuolo ci dona un racconto sobrio ed elegante: Yves Montand – un italiano a Parigi. Un’occasione per ammirare il grande artista di scuola napoletana, che con estrema accuratezza e unico talento ci riporta una vita lunga 70 anni.

La Nouvelle Vague, Annalisa Civitelli, 12 marzo 2017

 

Al Teatro della Cometa è in cartellone uno spettacolo molto bello, originale, “Yves Montand – un italiano a Parigi”, una miscela di prosa e recital, con la forza di una performance degna dell’Olympia. Il mattatore di tutta la messa in scena è Gennaro Cannavacciuolo, artista a tutto tondo, attore e cantante, un “Montand” dei giorni nostri.

Flip Magazine, Pauro Pecchenino, marzo 2017

 

Torna la magia al Teatro della Cometa. Prestigiatori, illusionisti? No, nulla di ciò. Semplicemente, torna in palcoscenico l’arte sopraffina e senza tempo di Gennaro Cannavacciuolo: un ennesimo gioiello del grande artista napoletano questo docu-recital su Yves Montand. […] l’arte di Cannavacciuolo, unica, della quale sarebbe opportuno clonare l’essenza del suo profumo per renderla immortale come lo Chanel n° 5.

Il Corriere dello spettacolo, Paolo Leone, 23 febbraio 2017

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Yves Montand–un italiano a Parigi 2015-2019

YVES MONTAND – Un Italiano a Parigi” – recital in due tempi con quartetto, pianoforte, contrabasso, batteria e sax/ contralto

di e con Gennaro Cannavacciuolo

Pianoforte: Dario Pierini – Clarino-sax: Andrea Tardioli – Contrabasso: Flavia Ostini – Batteria: Antonio Donatone

Regia: Gennaro Cannavacciuolo

Aiuto regia: Valeria D’Orazio – Coreografie : Roberto Croce – Scene: Eva Sgrò – Luci: Michele Lavanga – Foto: Marco Salvadori – Fonica: Alfonso D’Emilio

Voci registrate: Patrizia Loreti e Marco Mete – Arrangiamenti: Dario Pierini e Andrea Tardioli – Produzione: Elsinor, Milano

Spettacolo voluto e co-finanziato dal Comune di Monsummano Terme (luogo natio di Yves Montand), nonché sostenuto alla vedova del grande artista, la Sig.ra Carol Amiel, si presenta come un “docu-recital”: partendo dagli albori toscani di Yves Montand, si arriva ai trionfi parigini, una vita lunga 70 anni (1921- 1991). Tutto questo e molto altro è “YVES MONTAND – Un Italiano a Parigi”, scritto, diretto ed interpretato da un sublime Gennaro Cannavacciuolo. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro della cometa dal 22 febbraio al 19 marzo.

Le canzoni più significative dell’artista scandiscono le fasi salienti della sua vita e carriera, costellata da straordinari successi e da importanti impegni politici. Canzoni che hanno fatto storia: Les feuilles mortesA ParisSur le ciel de ParisC’est si bonA bicycletteC’est à l’aubeJesuis venu à piedBella ciaoMon manège à moi Paris canaille….

La narrazione è di tipo cronologico e presenta, attraverso le canzoni, i momenti più rilevanti che hanno caratterizzato la vita fuori dal comune di Montand, all’anagrafe Ivo Livi: – Gli esordi: figlio di immigrati poveri, manovale instancabile dall’età di 12 anni che scopre il tuo talento, lo coltiva di notte lavorando di giorno. Inizia nei teatrini della periferia di Marsiglia sino ad approdare all’Olympia di Parigi e successivamente al Metropolitan di New York; – L’amore, ovvero gli incontri sentimentali della sua vita: Edith Piaf, Simone Signoret che sposerà nel 1951 ed a cui resterà legato per 35 anni, Marylin Monroe e Carole Amiel che sposerà e la quale gli regalerà la gioia della paternità; – Il cinema: il periodo di Hollywood, l’incontro con Costa-Gavras;

– Gli incontri con grandi uomini di cultura e politici; Prévert, Picasso, Apollinaire, Kruscev, Kennedy, Tito e Mitterrand.

Di stampo classico e di grande eleganza, la struttura del recital è quella del teatro-canzone dove brevi monologhi, aneddoti, curiosità e note importanti che raccontano la vita di Montand ne introducono le canzoni, il tutto corredato da interessanti effetti-luce. Oltre al pianoforte, Gennaro Cannavacciuolo è accompagnato dalla batteria, dal contrabasso e dal sax-clarino che, in alcuni momenti di grande suggestione, proporrà degli assoli con ritmi swing. Di grande impatto la proposta di tre numeri danzati con le claquette; Fred Astaire è stato un mito per Montand il quale emulava il ballerino americano e creerà il famoso numeroLe garçon dansant. La scenografia si ispira a quanto inventò Montand negli anni ’50: l’orchestra sul fondo del palcoscenico, in posizione centrale, nascosta da un velatino verde che attraverso un gioco di luci, a seconda delle esigenze, evidenzierà in musicisti e non solo…

Recensioni

Tournée spettacolo

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L’Invisibile che c'è 2013-2015

Mio figlio? È sempre stato curioso. Una volta mi disse: papà, ma davvero esiste il paradiso? Non c’è padre che possa fornire questa risposta pensando di poter essere preceduto, in questo passaggio ultraterreno, dal proprio figlio. È un dolore senza nome perché inverte le leggi della Natura e come tutte le cose contro Natura ha in sé qualcosa di abominevole. Un padre e un figlio, un figlio e il suo papà: un legame ovviamente profondo e viscerale, un legame che porta l’uomo della nostra storia, un padre, appunto, a vivere emozioni forti e profonde. Vedere il figlio nascere, crescere, diventare uomo e...

Ne “l’invisibile che c’è” tutto rimane sospeso, tutto orbita intorno a quella ´e`. E come il modellino di un trenino elettrico, dove tutto funziona in virtù della perfezione di una serie infinita di minuscoli meccanismi, così le nostre esistenze scorrono fino a quando qualcosa non inceppa quei meccanismi e tutto si blocca, si complica e anche percorrere pochi metri diventa un’impresa improba.

La vita, si sa, è imprevedibile, ma cosa accadrebbe se lo diventasse anche la morte?

Pochi si sono presi la briga di narrare la storia d’amore tra un figlio e suo padre e questa vicenda ne è intrisa, con semplicità.

In questo spettacolo si vola: lo spettatore fluttua e non sempre se ne accorge. Le emozioni sono fortissime e contrastanti. Si affrontano temi drammatici, ma con fantasia e leggerezza, con ilarità e misticismo, il tutto avvolto da un’atmosfera surreale. Una commedia sul dolore, quasi un ossimoro. Anche la morte di un figlio, del resto, è un concetto profondamente contraddittorio. Insomma, l’amore e la vita sono faccende con dinamiche straordinarie. Ma anche la morte...

Papà... Figlio mio, ma sei tu? Si papà, so’ io. Ma, addo’ stai? Qua, giusto dietro a te. Dietro a me? Ma io non ti vedo! Però mi senti...

 

Autore: Antonio Grosso

Regia: Paolo Triestino

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Il Mio Nome è Milly – storia di una diva

 Leggi l'articolo di Enrico Fiore

Milly ha cantato molte canzoni “da uomo”, e l’averle riprese è stato per Cannavacciuolo una sorta di ricollocazione in situ, con protervia, rispetto e profonda umiltà. L’astrazione è, per me, il grande distintivo di questo artista che si esprime con il canto e la recitazione. Gennaro Cannavacciuolo abita un luogo misterioso ai confini tra l’astrazione e l’emozione. E’ capace di cantare con un’estrema cura ed attenzione, nelle parole e del porgerle. L’incontro tra Cannavacciuolo e Milly offre risultati straordinari… Cannavacciuolo abita il presente come trasognato fingendo una distrazione che è un ricamo, o uno sberleffo, come quelli di cui erano capaci Totò, Eduardo e, l’ultimo, Massimo Troisi. La Repubblica, Alvise Sapori

… la scena colmata dalla bravura di Cannavacciuolo che con questo recital ha confermato le sue doti di attento e raffinato difensore del varietà. Secolo d’Italia, R. Fantozzi 

L’eclettismo, la duttilità, la sensibilità e l’indubbia bravura di Gennaro Cannavacciuolo sono la garanzia di uno spettacolo di rara eleganza e di ricerca accurata e fedele alla vita della grande artista. Milano Post, N. Neme

"Uno straordinario spettacolo, di Gennaro Cannavacciuolo, sorprendente e meraviglioso..."

"Prosegue poi con i numerosi applausi ed i “gridati” BRAVO provenienti dal pubblico in sala..."

"A spettacolo finito Cannavacciuolo non ha potuto lasciare il palcoscenico per le richieste del bis reclamate dal pubblico..." Mondopressing, Lucia Ferrigno

Grande Cannavacciuolo nei panni di Milly. Applausi dunque per Cannavacciuolo, questo meraviglioso chansonnier che senza tradirla ce la restituisce più viva che mai in un concerto indimenticabile. Il Giornale, Enrico Groppali

Ancora una volta, Gennaro Cannavacciuolo si conferma splendido e raffinato difensore di un colto ed elegante recupero del varietà. L’Avanti , M.S.

Questo è uno straordinario spettacolo di Gennaro Cannavacciuolo… Efficacissimo come Gennaro, straordinario attore e cantante, muove i panelli in palcoscenico che si riferiscono alla vita della grande artista di cui Cannavacciuolo racconta la storia con assoluta dominanza della musica ma anche del teatro. Il Mattino, F.A..

… l’emozione della sua voce va venire i brividi… e lui come sempre è di una bravura eccezionale… Giornale d’Italia, A. De Martino

Cannavacciuolo con sincero affetto e grande mestiere fa rivivere Milly nelle canzoni e nei gesti... [...] Uno spettacolo non solo per i cultori di Milly, ma per tutti gli amanti del varietà di classe. Duels, Marì Alberione

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