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Gennaro Cannavacciuolo

Gennaro Cannavacciuolo

Attore e cantante italiano, lavora in teatro, cinema, tv e in molte operette. Vincitore di numerosi premi, fra cui il premio ETI 2009.

URL del sito web: https://www.gennarocannavacciuolo.com

Ospedale di Sion: esperienza di un italiano in vacanza

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Durante queste feste ho dovuto purtroppo chiamare in urgenza il servizio telefonico di guardia dell’ospedale di Sion (Vallese - Svizzera) per un problema di mio figlio, per fortuna non grave e risolto in 48 ore. Il servizio telefonico, nella persona dell’infermiera Aude, mi ha risposto dopo 3 squilli, alle ore 19h30, poi nuovamente alle ore 21h30, dandomi molteplici consigli. Non solo. L’indomani, alle 13h00, mi ha chiamato il primario in persona, il dott. Russo, per accertarsi se la situazione fosse risolta o meno: una cosa incredibile per noi italiani…. Siccome non lo era del tutto, mi ha invitato a venire in ospedale per un consulto più approfondito.

Ora, quando ho raccontato l’accaduto ad alcuni amici valligiani, tutti sembravano stupiti del fatto che avessi ottenuto risposta alle mie telefonate. Infatti, la stampa locale, da giorni, sta pubblicando articoli critici dello stesso servizio, accusandone l’interruzione.

Data la mia esperienza assolutamente opposta, ho voluto approfondire la questione parlandone con l’ospedale stesso.

Ebbene, sembra che una campagna mediatica sia in atto, gettando ombra sull’operato del personale. Il servizio, gratuito e volontario, attivo dal 2004, non è assolutamente stato interrotto! Esso è stato solamente limitato dalle ore 17h alle 23h, orario in cui i medici privati non esercitano a studio, dato che in pochi anni si è passato da 4000 chiamate a 15.000. Dopo le 23h invece, per le urgenze, occorre chiamare il 144 (il nostro 118). Giustamente, questa limitazione a 6 ore giornaliere da parte del personale, non deriva minimamente da una cattiva volontà, ma da una reale impossibilità di gestire tale ammontare di telefonate in aggiunta al proprio lavoro corrente, considerando anche il fatto che la durata media di ogni singola chiamata eccede spesso 10 minuti. Giustamente il personale, con cui ho parlato, chiede semplicemente di poter integrare l’organico di 1-2 unità, null’altro. Non si tratta quindi né di menefreghismo o di insensibilità, né di svogliatezza od altro. E posso affermare che per le 3 ore che sono rimasto in ospedale, ho potuto in effetti personalmente constatare una quantità impressionante di telefonate esterne in arrivo a cui le infermiere rispondevano, sempre con grande disponibilità, in aggiunta al lavoro interno da svolgere.

Pertanto, gradirei lanciare un fiore al servizio in questione ed all’ospedale in generale.

Per concludere e dovere di cronaca, aggiungo che in ospedale ho trovato un servizio eccellente e tempestivo, un ambiente molto accogliente, soprattutto per i bambini, tutto il personale sorridente, affettuoso ed estremamente professionale, nonostante l’evidente mole di lavoro che non lascia tregua. Mio figlio è stato visitato inizialmente da 2 infermiere, quindi dalla pediatra di turno, dall’otorino ed infine dal primario, ha passato due esami specialistici, il tutto nell’arco di tre ore, con un’attesa iniziale di 10 minuti ed un livello di confort assistenziale da 5 stelle!

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Riccia o frolla???

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Riccia o frolla? Questa è una battuta di un mio spettacolo, ma sono anche, e soprattutto, due aggettivi che qualificano la famosissima sfogliatella, spesso oggetto di doppi sensi…

Ma lì dove fu inventata, credo ve ne fossero ben pochi di “doppi sensi” ahimè. Si, perché la sfogliatella è stata inventata in un convento di clausura, quasi sicuramente quello di Santa Rosa, sulla costiera amalfitana, anche se alcuni danno il primato a Santa Chiara.

Compito delle suore era anche quello di cucinare, ivi compreso il pane che sfornavano ogni quindici giorni. Pare che un giorno del ‘600, rimase sul tavolo un avanzo d’impasto, fatto di farina cotta nel latte (semola). Era impensabile buttarlo, così una suora pensò bene – santa ispirazione? – di aggiungervi un po’ di zucchero, di frutta secca e di liquore al limone, creando così un “ripieno” che infilo tra due sfoglie di pasta, addizionate di strutto e, forse, di vino bianco.

Forse per placare il suo sentimento di colpa per aver creato tanta bontà (questo lo aggiungo io! smile), la suora ripiegò la sfoglia superiore, dandole la forma di un cappuccio di monaco, prima di riporre tutto in forno. Il successo fu immediato e redditizio!

Il convento iniziò infatti a produrre la ribattezzata “Santarosa” per i contadini della zona, sempre golosi, che depositavano le monete nella ruota prima di girarla ed ottenere questa squisita novità. Dopo circa due secoli, la sua fama giunse sino a Napoli quando certo Pasquale Pintauro, celebre oste in via Toledo, ne fiutò l’affare. Inizio a produrre la Santarosa, convertendo la sua osteria in laboratorio dolciario.

Ad onor del vero, Pintauro ebbe il merito di modificare la ricetta originale, molto più spartana, e di ribattezzare il dolce in sfogliatella. La sua varietà più famosa, la riccia, ha sempre mantenuto al sua forma triangolare a conchiglia. Diventata celeberrima, la sfogliatella si trova oggi in tutte la pasticcerie di Napoli. Per chi cerca il meglio, consiglio la stessa bottega di Pintauro sempre in via Toledo che, ovviamente, ha cambiato gestione, ma non la qualità, oppure quella della Pasticceria Bellavia.

 

 

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Blog–cos’è la cultura?-incontro con Patrick de Carolis

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La settimana scorsa, nell’ambito della settimana francese Rome-Paris, Paris- Rome, ho avuto modo di assistere a Roma ad una bellissima intervista voluta ed organizzata dalla Sig.ra Jacqueline Zana-Victor di Patrick De Carolis, noto giornalista e presentatore televisivo francese, ideatore di trasmissioni culturali che hanno fatto storia, nonché ex presidente direttore di France Televisions et France 24.

Intervistato da Roly Kornbit di TV Gold, in una bellissima location quale la Galleria Plus Arte Pulse, i temi affrontati sono stati perlopiù attuali:

  • il ruolo che dovrebbe avere la TV pubblica rispetto a quella privata
  • Il ruolo della politica nella televisione
  • L’invasione dell’“intrattenimento” a scapito di altre trasmissioni, film o format informativi e culturali

Grande merito di De Carolis è, a mio giudizio, l’elevatezza e l’ampiezza di vedute circa un mondo mediatico da riformare, italiano, francese ma anche europeo in generale, il desiderio profondo e reale tentativo di migliorarne le sorti, il coraggio della schiettezza, ovvero l’assenza di quest’odiosa modalità espressiva molto in voga il cosiddetto “politically correct” e la sua profonda cultura condita da una buona dose di carisma e simpatia che hanno letteralmente entusiasmato la platea.

Infine, egli ha dato la sua definizione di “cultura”, termine spesso usato a vanvera, oggi sinonimo di un calderone dove le cose più disparate vengono ammassate, senza un minimo denominatore comune di qualità. Basta vedere certi film di “interesse culturale” finanziati dal Mibact e spacciati per film d’interesse “culturale”… .

La definizione di De Carolis della parola “cultura” è molto interessante e condivisibile, in quanto la “cultura” non può essere una semplice etichetta da appiccicare ad un determinato “prodotto” (libro, quadro, spartito musicale…), bensì è l’effetto di quel prodotto sulle persone e la società. Questa definizione, inoltre, racchiude in sé un metro di misura che fa capire immediatamente ciò che ha valore e ciò che non ne ha. In sostanza, è inutile cercare di far accettare il concetto – come tanti relativisti e/o detrattori a-culturati vorrebbero fare – che “Beethoven” e “Ebasta” sarebbero due espressioni culturali di pari valore… vedi mio precedente articolo in merito (leggi l'articolo) e che “i gusti son gusti”. No! La cultura non è semplicemente questione di gusto personale, ma qualcosa di molto di più ampio. La cultura, secondo la bella definizione di De Carolis, è qualcosa di molto più nobile e deve soddisfare 4 punti:

  • La cultura è tutto ciò che ha una funzione aggregante tra le persone: unisce i popoli, le etnie, le generazioni…. si pensi ai tanti libri, alla musica, quadri o film per cui non esistono frontiere, né credi politici o religiosi
  • La cultura è tutto ciò che rivela l’individuo: seppur aggregante, la cultura fa emerge le diversità e l’individualità della persona
  • La cultura è tutto ciò che rende liberi: essa conferisce facoltà critica ed oltre a farci riscoprire noi stessi, la nostra vitalità ed identità, ci libera dai condizionamenti che spesso dissacrano l’esistenza
  • La cultura è tutto ciò in grado di elevare la qualità della vita e di rendere l’uomo migliore

Spero di non avervi tediato con questo post che potrebbe sembra un po’ saccente od avere un sapore troppo intellettualoide. Tuttavia, ritengo che alcune precisazioni vadano fatte, mentre ribadire con forza concetti-chiavi, soprattutto riguardante la cultura per l’appunto è essenziale, per noi e per le future generazioni. Oggi viviamo in un marasma produttivo e mediatico senza precedenti: anche il peggiore obbrobrio del momento troverà un produttore e dei media in vena di vantarne i meriti, vuoi per soldi o per mille altri motivi. Ed è una cosa che ritengo sbagliata ed anche grave. Rendiamo a Cesare quel che è di Cesare!

Quindi grazie al Sig. De Carolis di aver espresso il suo prezioso punto di vista: credo che ogni persona presente in platea sia uscita arricchita da questo incontro che spero potrà essere presto tramesso in TV o via web.

  

Patrick de Carolis

Gold TV

Rome – Paris Paris Rome

Galleria Plus Arte Puls

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L'amore strappato 2019

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L'Amore strappato, regia Simona Izzo e Ricky Tognazzi, con Sabrina Ferilli, Enzo de CaroGennaro CannavacciuoloIsabella Aldovini e Ottavia Fusco Squitieri.

Produzione: Jekko per Canale 5, Mediaset - 2019

Script: Angela Lucanto con Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri

Storia: tratta da una storia vera, quella di Angela Lucanto, un incredibile errore giudiziario stravolge la vita di una bambina di sette anni, che viene ingiustamente strappata alla sua famiglia. Sabrina Ferilli si cala dunque nei panni di una mamma coraggio, che lotta con tenacia, coraggio e determinazione per dimostrare l’innocenza del marito ingiustamente accusato di molestie e arrestato. L'obiettivo è quello di riavere la loro bambina prima che si scordi di loro e soprattutto ricomporre la loro famiglia distrutta. 

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