Blog-senso civico a Roma

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Oggi voglio parlarvi di un bel movimento ahimè necessario, se non fondamentale, in una città degradata come Roma: Retake Roma. Si tratta di un’organizzazione di cittadini, apartitica, no profit, impegnata nella lotta contro il degrado, nella valorizzazione dei beni pubblici e nella diffusione del senso civico.

Prima di Natale, ho passato una mezza giornata al Parco Nemorense dove porto spesso mio figlio. Con un buon centinaio di volontari, di ogni fascia di età, si è provveduto a sistemare panchine rotte, dipingere quelle piene di graffiti, raccogliere cartacce, mozziconi e tappi di birra, aggiustare e/o consolidare i giochi per bambini, cancellare le scritte sulle colonnine di marmo e quant’altro. Abbiamo iniziato alle 9h30 e già verso l’ora di pranzo il parco aveva cambiato aspetto.

E’ stato un gran da fare a cui sono stato veramente felice di partecipare, coinvolgendo mio figlio rimasto entusiasta di questa sua nuova esperienza che ripeteremo sicuramente. Il mio sentimento in merito si rivela invece contrastato: da una parte la felicità nel costatare che esistono molte persone disinteressate, dotate di grande senso civico, generosità e (com)partecipazione alla tutela del bene comune, desiderose di trasmettere questi valori ai più giovani. Dall’altro, sento una grande tristezza in quanto tale atteggiamento dovrebbe essere innato, o quantomeno logico, soprattutto per un giovane adulto, l’unico possibile per la valorizzazione e tutela di una città meravigliosa come Roma; la mia delusione quindi è grande verso i tanti cittadini incuranti, menefreghisti, che vedo ogni giorno sporcare la città, mentre rimango allibito di assistere, da anni, ed indipendentemente dal partito di turno al potere, all’assoluta incapacità della politica di intervenire in modo deciso per dare a Roma quel decoro che merita.

Non basta infatti vantare 2000 anni di storia e relativi reperti storici, occorre preservarli, farne usufruire i tanti turisti che vengono da ogni parte del mondo, ma anche e soprattutto rendere la nostra città accogliente, pulita ed efficiente per tutti, alla pari di altre grandi capitali europee quali Vienna, Berlino, Praga, Londra o Zurigo ad esempio

PS. E non mi si venga a dire che è un problema “numerico”: perché Central Park, a NY, è pulitissima. Ed a NY, di certo, ci sono molti abitanti e molti turisti!

 

Pagina Facebook Retake Roma

Sito Retake Roma

Parco Nemorense

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Blog–Il Calendario, che vita da attore!

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Ecco a voi il tipico calendario dell’attore!

Ha un foglio per la stagione invernale, da settembre a febbraio, e un altro per la stagione estiva, da marzo a agosto.

Ogni mese ha una colonna dedicata ai giorni con un piccolo spazio... per scrivere, sì. Perché le informazioni necessarie sono poche: un titolo, di uno spettacolo teatrale, di un film di una città.

Bastano solo due parole.

A volte sul calendario dell’attore potrete vedere delle lunghe strisce colorate, altre volte dei piccoli blocchi bianchi.

Parlarvi di questo calendario oggi per me è un pretesto per provare a rispondere all'annosa domanda: “Come ci si si sente una volta spenti i riflettori?”. Ebbene, vi risponderò, facendo un po’ di sana auto-analisi… wink

A pensarci bene, il lavoro di noi attori è proprio differente. Per tante ragioni, ma, sul piano pratico, lo è per due motivi essenziali.

Il primo è che si passa da una fase lavorativa totale, estremamente intensa, ad una ascetica, di riposo completo. Nella fase lavorativa, abbiamo l’adrenalina a mille prima di salire sul palcoscenico, proviamo tante emozioni: paure, dubbi, gioie, fastidi. Dipende tutto dal pubblico e dalle sue reazioni.

Per ore restiamo lì, sotto proiettori accecanti, tra gli applausi che ci gratificano e il telefono che non smette mai di squillare. C'è chi ti fa i complimenti, ti chiede biglietti o commenta la serata, ci sono i giornalisti. Insomma: viviamo in un tourbillon frenetico, esaltante e stancante allo stesso tempo e sempre siamo a stretto contatto con i membri della troupe

A questo segue una seconda fase. Un silenzio, un assordante silenzio!

A riflettori spenti, senza giornalisti, con gli amici che non hanno più nulla da commentare, con i membri della troupe non ci sono più…

Ebbene, non mi crederete, ma passare da un estremo all’altro, più volte nell’arco dell’anno e per anni, non è così facile da gestire. Il bello è che quando sei nel tourbillon ti rallegri e nel periodo di riposo che seguirà fai mille progetti: “riprendo a studiare inglese”, “mi iscrivo a pilates”, “faccio un viaggetto”. Ma, puntualmente - chissà perché - non è così! C’è sempre qualcosa che ti impedisce di fare un viaggetto o pilates!

Il secondo aspetto, riguarda i personaggi che interpreti: fino a ieri interpretavi magari un affascinante gentiluomo, domani un vecchio psichiatra depresso, domani ancora un trans mezzo matto e poi ancora un giudice di corte!

Insomma, se da una parte fai una vita molto stimolante intellettualmente, è pur vero che se non hai un tuo equilibrio a cui tornare e attorno cui fare un sano reset nei periodi di fermo, è facile uscir di senno…

Quindi: “come ci si sente una volta spenti i riflettori?”. Un po’ stralunati e con l’umore ballerino… Noi artisti non siamo strani come sento dire, siamo solo un po’ perennemente sfasati…

E con questo, tra il serio ed il faceto, auguro a tutti voi una splendida giornata! kiss

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Blog–Portate i Vostri bimbi a concerto!

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Venerdì scorso ho portato mio figlio di 5 anni ad un “concerto per i grandi”. Egli, certo, sin da piccolissimo, è cresciuto a teatro e musica: conosce tutti i miei spettacoli a memoria e se li rivede pure in video! Mi direte quindi “è già habitué”.

Eppure, l’ascolto della musica classica è una cosa meno immediata: non ci sono azioni sceniche, costumi o proiezioni che possano catturare l’attenzione. L’ascolto fa da padrone e non è cosa scontata per i piccoli. Ebbene, non ci crederete: non solo era felicissimo di ritrovarsi nella stupenda Sala di Santa Cecilia, catturato dalla sua atmosfera calda ed ovattata, nell’osservare l’entrata in scena dei musicisti, sentire l’accordo degli strumenti, partecipare a gli applausi all’arrivo del direttore di orchestra. Ma poi, per quasi un’ora, dall’ouverture di Glinka, sino fine del concerto di Rachmaninoff, Raphael è stato letteralmente rapito dal monumentale “Rach 3”, magistralmente interpretato da Daniil Trifonov.

Silenzioso e composto sulla sedia, ascolta ed osservava, commentava sottovoce (“ecco le percussioni, la tromba, i violini…”) sino agli applausi finali a cui ha partecipato attivamente.

E da tre giorni, mi chiede ti tornarci, ripetendo “Rachmaninoff mi piace molto”.

Questo mi ha fatto pensare molto. Perché ritenere che Bach, Chopin, Mozart o Beethoven non siano adatti ai piccoli? Tra l’altro, Bach, così ritmico, è al momento uno dei compositori preferiti di Raphael: un compositore adattissimo a corsi di danza secondo me. Perché farli sempre iniziare da canzoncine spesso di dubbio gusto oppure necessariamente dai brani cosiddetti “facili”? Credo che l’impatto con grandi opere, anche se magari non possano essere pienamente comprese dai piccoli, sia salutare ed immerga il bambino in una dimensione più grande, da subito, senza tentennamenti: una sorta di immersione iniziatica...

 

Auditorium Parco della Musica

Daniil Trifonov

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Blog–Vedova – la creazione dei costumi

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Con questo spettacolo incontro, finalmente dopo alcuni anni, un carissimo amico, grande artista e professionista, con cui avevo già lavorato per la RAI, in occasione della trasmissione Il Paese delle sirene e Terno secco, importanti appuntamenti trasmessi in Eurovisione.

Originario della bellissima Sorrento, Giuseppe Tramontano nasce come costumista teatrale ed il suo talento gli apre le porte della moda, del cinema e della televisione. Sono numerose e prestigiose le sue collaborazioni con Carla Fracci, Lina Sastri, Loretta Goggi, Amy Stewart, per la Signora delle Camelie (Canale 5), Una Notte per Caruso (RAI 1), Pompei (Mediaset), La fidanzata di papà, The Clan e per il concerto di Capodanno al Teatro della Fenice per citarne solo alcune.

Grande orgoglio e merito di Giuseppe è poi soprattutto la sua linea dedicata alla danza: ricordiamo che egli ha disegnato costumi indossati dall’ineguagliabile Rudolf Nureyev e che è stato insignito dell’Oscar per la danza 2017 (vedi alcune foto a fondo pagina).

Ad oggi, l’Atelier Tramontano è quindi un punto di riferimento assoluto per gli amanti del gusto, dello stile e dell’innovazione: un punto di incontro dove creatività, artisticità, eleganza, entusiasmo e cordialità sono ingredienti essenziali per dar vita a creazioni uniche.

A Roma, il punto vendita Tramontano ed ufficio si trovano in via Aurelia 477.

Sono quindi più felice che Giuseppe abbia accettato di disegnare i costumi di Allegra era la Vedova? di cui vi mostro in anteprima alcuni bozzetti….

 

Sito Internet Atelier Tramontano

Pagina Danza Tramontano

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Blog-Amami Alfredo...

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Sono 110 anni, ovvero dal 1908, che romani, italiani, turisti e tanti amanti della buona cucina hanno la fortuna di gustare le fettuccine “all’Alfredo”: le famose bionde al doppio burro, condite con parmigiano e freschissime. 110 anni in cui stars celeberrime come Ava Gardner, Anna Magnani, Orson Welles, Sophia Loren, Ingrid Bergman solo per citarne una minima parte, artisti quali Walt Disney, in cui capi di stato come i Kennedy e Bush, personaggi pubblici, politici ed imprenditori hanno varcato la soglia del famoso ristorante “Il Vero Alfredo” in Piazza Augusto Imperatore 30 per passare una bella e gustosa serata, in un luogo ricco di storia, cultura, tradizione, calore ed anche affetto.

Affetto sì, perché la gestione è rimasta familiare per fortuna, ora in mano alla quarta generazione, nella persona di Chiara ed Ines, rispettivamente pronipote e nipote del fondatore ed inventore delle fettuccine, il Sig. Alfredo di Lelio. Due belle donne dinamiche, dedite con passione al loro lavoro e sempre sorridenti.

L’altro ieri, con numerosi ospiti abbiamo potuto gustare le famose fettuccine e deliziarci con la squisita torta decorata a mo’ di pellicola cinematografica.

Lunga vita al “Vero Alfredo” e... occhio alle (brutte) imitazioni! smile

Sito internet "Il Vero Alfredo"

Pagina Facebook "Il Vero Alfredo"

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Blog-domanda di un cittadino ignorante

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Sono tante le cose che non capisco: non sono certo un tuttologo ed il mio percorso di “acculturamento” è infinito; cosa bella e stimolante d’altronde.

Ma c’è una cosa su tutte, presente nella mia quotidianità, che proprio mi crea profondi problemi di comprendonio.

Perché in Canada, in Scandinavia, ma anche in Inghilterra, in Svizzera, oppure in Giappone, le strade ASFALTATE sono lisce e durature? Ovvero: perché, nonostante escursioni termiche importanti, da -40°C a +30°C, nonostante le piogge, il gelo e la grandine, l’asfalto di altre nazioni rimane compatto per anni, non si aprono buche e non si corrono quindi rischi di cadere?

A Roma, basta meno di un’ora di pioggia che la città diventa tale e quale un formaggio Emmenthal. Non ho nulla contro l’Emmenthal, anzi, ma lo preferirei nella sua versione originale e nel piatto possibilmente!

Anziché fare intervenire 10 volte all’anno una ditta per la manutenzione, magari dandole 1 lira, non converrebbe farla intervenire una sola volta l’anno – magari in modo preventivo, ma sicuramente pretendo troppo! – e darle 3 lire???

Ditemi voi….

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Blog–un fantastico antidepressivo naturale

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Diciamoci la verità! Roma è sporca, caotica, trafficata, disorganizzata, insomma degradata ed anche violenta a volte.

Ma accanto a tutto ciò, Roma ha bellezze artistiche uniche ed universali, proposte culturali interessanti, gente simpatica ed una tipicità artigianale ancora in vita.

Poi, Roma ha un’altra cosa INEGUAGLIATA: i suoi BAR e relativo rito mattutino della colazione, caffè (o cappuccio) e cornetto. 

Secondo me, fare colazione ad un bar romano è più efficace del più potente ANTI-DEPRESSIVO esistente in commercio! Quei 10 minuti sono un concentrato di humour, di battute, di ironia ed arguzia assolutamente salutari, e talvolta anche una sorta di insegnamento di vita.

Intanto, al bar mi sento colto, divento “dottò” e sono sempre il benvenuto: benvenuto dottò, come je butta oggi?. Poi scopro che sono “bello com’er sole”, che so “una cima” e pure “da paura” quando canto, che posso mangiare tutto ciò che voglio perché “so secco” e che dovrei insegnare a “er sarsiccia de darsi un contegno”. Anche se dal tavolino in fondo si alza un mezzo urlo: "l'omo senza pansa è come er cèlo senza e stelle".

Vengo a sapere che la tipa che stava affianco a me ed è appena uscita è “una che la da' come fosse 'n freesbee”, che il tizio accanto a me sta “sotto a ‘n treno” che fra poco arriva “er pomata” che non sopporta “er crocchetta”.

Insomma, cari amici, non perdetevi mai il rito mattutino della colazione al bar, uno spasso! Se siete un po' giù di tono, prima di spendere fortune in costose consulenze, andate in un bar a Roma e regalatevi una CONSULENZA PSICOLOGICA INCLUSA NEL CAFFE' CORNETTO. Dovreste cavarvela per un massimo di 2,70 euro!

Buona giornata smile

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