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Gennaro Cannavacciuolo

Gennaro Cannavacciuolo

Attore e cantante italiano, lavora in teatro, cinema, tv e in molte operette. Vincitore di numerosi premi, fra cui il premio ETI 2009.

URL del sito web: https://www.gennarocannavacciuolo.com

L'amore strappato 2019

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L'Amore strappato, regia Simona Izzo e Ricky Tognazzi, con Sabrina Ferilli, Enzo de CaroGennaro CannavacciuoloIsabella Aldovini e Ottavia Fusco Squitieri.

Produzione: Jekko per Canale 5, Mediaset - 2019

Script: Angela Lucanto con Maurizio Tortorella e Caterina Guarneri

Storia: tratta da una storia vera, quella di Angela Lucanto, un incredibile errore giudiziario stravolge la vita di una bambina di sette anni, che viene ingiustamente strappata alla sua famiglia. Sabrina Ferilli si cala dunque nei panni di una mamma coraggio, che lotta con tenacia, coraggio e determinazione per dimostrare l’innocenza del marito ingiustamente accusato di molestie e arrestato. L'obiettivo è quello di riavere la loro bambina prima che si scordi di loro e soprattutto ricomporre la loro famiglia distrutta. 

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Blog – Joe Assouline, i “bistrots parisiens”

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Amici romani, il 9 marzo, ore 18h30, presso la Galleria Fondaco di Roma, si terrà il vernissage del pittore francese Joe Assouline.

Per chi ama il “realismo poetico” delle “vite silenziose”, accorrete per ammirare i suoi famosi “bistrots parigini”, storici testimoni di storie personali e pubbliche, belle o drammatiche, talvolta commoventi, bistrots frequentati dalle persone più “chic”, come dai più tetri e tristi bassifondi, ricettacoli di mille storie disparati che si intersecano, si dimenticano o rimangono impresse per sempre nella Storia.

L'incontornabile "bistrot francese" splendidamente (ri)evocato, dove tutto quello che non si può è qui dipinto.

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Blog – Quanti-amano-l’operetta?

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Ho sempre amato l’operetta, in particolare la Vedova Allegra, di Franz Lehár, che ho avuto il piacere di interpretare numerose volte, in vari teatri lirici sotto diverse regie. Tant’è il mio ultimo spettacolo si intitola Allegra era la Vedova? e ne racconta le vicende tramite il suo primo protagonista, Louis Treumann, grande attore e cantante viennese dello scorso secolo (vedi date di Milano e Firenze).

Ma cos’è esattamente l’operetta? Considerata a lungo (ed anche oggi perlopiù) una sorta di “avanspettacolo”, quindi un genere minore, l’operetta tratta di temi sentimentali e/o giocosi, nonché di satira politica, dove la prosa si alterna alle parti cantati, unitamente a parti danzati ed altre corali. Caratteristica del genera è la sua ricchezza scenografica ed i risvolti narrativi improvvisi e spesso comici. Nata in Francia a metà 800 con Offenbach, l’operetta si è quindi diffusa in Austria, in Germania ed in Inghilterra, attingendo di volta in volta alle opere esistenti localmente del teatro musicale, o de “l’opéra bouffe” francese, alla ballad inglese ed il Singspiel tedesco.

Pura espressione della borghesia, a lungo snobbata dall’élite aristocratica, l’operetta ha faticato per decenni nei teatri di periferia, nelle cittadine di provincia, prima di affermarsi come genere artistico di tutto rispetto sino al suo culmine durante la Belle Epoque, periodo che coincide con l’espansione internazionale della borghesia e affermazione dell’alta borghesia industriale. Autori e compositori quali Lehar, Strauss, Silbert & Sullivan, per citarne solo alcuni, ne sono l’emblema. Molto interessante è poi la contaminazione tedesca il cui genere minori era allora il cabaret e ritmi di marcia, a sfondo intellettuale e satiro tipo di Berlino. Spicca su tutti Kurt Weill e la sua Opera da Tre Soldi, libretto di Bertold Brecht.

In Italia l’operetta faticò molto e visse prevalentemente di “importazioni” prima che compositori quali Costa, Ranzato, Pietri e Lombardo riuscirono ad imporre il genere, in un settore totalmente dualistico: la prosa drammatica e l’opera lirica: opere quali Paese dei Campanelli, Cin-Ci-Là, La Danza delle libellule, ne sono esempi di tutto rispetto. Fino agli anni 60, anche grazie ad una crescente teatralizzazione del genere, questo continua proliferare anche grazie ad artisti di prim’ordine quali Wanda Osiris, Anna Magnani, Erminio Macario, Gino Bramieri, Isa Barzizza e molti altri.

Sino a qualche anno orsono, la città di Trieste ha ospitato per molti anni un bellissimo ed importante “Festival dell’Operetta”, divenuta anche n’importante attrazione turistica. Oggi, purtroppo, in Italia, a turnazione in qualche teatro lirico, viene perlopiù rappresentata la “Vedova Allegra”, tutt’ora molto apprezzata dal pubblico, ma il genere sembra quasi abbandonato.

 

 

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Blog–Sfera Ebbasta–Basta con i finti artisti!

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Si è parlato tanto dell’incendio alla discoteca di Corinaldo in cui si stava esibendo certo Sfera Ebbasta. Non ho volutamente scritto alcunché a dicembre, nel clou della polemica, ma ora che si sono calmate le acque, desidero esprimere il mio punto di vista.

Questo cosiddetto artista appartiene al genere “trapper”, ultima evoluzione, o meglio in-voluzione, del rap, che si diletta a scrivere testi provocatori e volgari, inneggiando al sesso, ai soldi, all’alcol.

Alcuni gli hanno addirittura attribuito la colpa dei morti carbonizzati, in questa discoteca sovraffollata contro ogni regola di sicurezza: questo, a mio giudizio, è sbagliato. Un conto è scrivere e cantare roba oggettivamente brutta e moralmente discutibile, altra cosa è la responsabilità di una mala gestio da parte degli organizzatori del concerto.

Detto questo, ritengo invece che una vera e propria COLPA morale l’abbiano certa parte di mass media, quei “giornalisti”, “critici”, “articolisti”, nonché radio e emittenti vari che danno spazio a queste forme di espressione pseudo-artistiche.

Non si tratta di fare censura, né di essere bacchettone, ma nemmeno di fare l’IPOCRITA e/o l’intellettual-chic, per cui tutto si può dire e fare, in quanto spetta all’utente finale scegliere cosa ascoltare.

Se la censura è cosa sinceramente odiosa ed impensabile ovviamente, la continua proposta di oscenità pseudo-artistiche, totalmente vacue e diseducative, soprattutto per i giovani lo è altrettanto. E dare spazio mediatico a queste schifezze significa in qualche modo legittimarle, nonché, il passo è breve, riconoscere loro un “valore”: e questo è molto grave! Oggi giorno, è quasi impossibile non sentire queste brutture, anche se non lo vuoi: nei grandi magazzini, nei bar, nel taxi, in coda al telegiornale.

Non è del tutto vero quindi che una persona possa “scegliere” cosa ascoltare. Ed i mass media hanno, ahimè, un potere immenso in mano (ricordo il film Quarto Potere…), quello di filtrare e manipolare le informazioni da passare al pubblico e, da lì, inevitabilmente, influenzarlo, soprattutto se giovane, con poche alternative e punti di riferimento! Se nell’arco di 24 ore, il 90% della proposta promozionale e mediatica riguarda prodotti orridi, intanto siamo di fronte ad una sorta di dittatura a-culturale, ma soprattutto passa l’idea che l’intera produzione artistica sia racchiusa in questo 90% e che il 90% della popolazione ami e richieda questa stessa produzione…

Da lì i grande equivoco: “questo vogliono gli Italiani, questo diamo loro”.

Ebbene non è vero! Questo vuole una GRANDE MINORANZA di Italiani, ma una GRANDE MAGGIORANZA dei mass media e potenti produttori. Perché? Perché la provocazione, spesso totalmente sterile, fa audience e fare audience significa vendere più cari gli spazi pubblicitari.

Se questi ragazzini inconsapevoli fanno comodo ad un sistema di facile arricchimento, mi chiedo: ma i genitori, dove sono? Cosa insegnano ai propri figli? Chiedo loro:

Quale significato artistico (nonché morale) possono avere tatuaggi satanici sulle braccia?

Quale significato artistico (nonché morale) possono avere testi come “Mamma, devi stare calma se fumo qualche canna” o ancora “Hey troia! vieni in camera con la tua amica porca” ?

Quale significato artistico possono avere diamantini sui denti, pellicce fluo e foto con il dito medio all’insù?

Testi ed atteggiamenti come questi nulla hanno da spartire con l’arte e l’espressione artistica in generale, ma sono figli di una generazione incerta, preda ad una confusione culturale in cui prevale solo il proprio orizzonte personale, la ricerca spasmodica del proprio successo, ovvero di soldi, e la soddisfazione del proprio ego. "Artisti" che, soprattutto grazie all’appoggio di scaltri impresari e mass media di basso rango, vengono innalzati ad esempio, fors’anche a mito giovanile, quando dovrebbero umilmente tornare sui banchi di scuola e preferibilmente tacere…

La vera Arte non porta all’abbrutimento della coscienza, né deve essere per forza provocatoria. La vera Arte ti emoziona intimamente, innalza le tue vedute, ti rende generoso, consapevole ed abbellisce il tuo orizzonte.

Ho scritto questo post, da persona che vive di arte e di produzioni artistiche. Ma sarà il primo e l’ultimo su individui di questo tipo che ad altro non mirano: far parlare di se, a qualunque costo.

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